Già da qualche anno, poi, si sono fatti notare anche i “ragazzi” dell’Osteria dell’Orologio, dall’altro lato del porto canale: ambiente più informale – sia in sala sia nel grazioso dehors –, prezzi più popolari (estremamente convenienti considerando la qualità), una bella carta dei vini a cura di Gerarda Fine e la cucina di mare di Marco Claroni che spazia dalle rivisitazioni di grandi classici – vedi il tortello di impepata di cozze – alle suggestioni orientali come lo strepitoso shabu shabu di tonno in consommé di carne.

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